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RENOIR
Tremila Pinot Neri sfidano Cavour
La sfida internazionale di
Roberto Cipresso ha selezionato il territorio più estremo, freddo, esposto a
Nord su una superficie di 11.036 mq, per azzardare con tutta la pazienza, la
perizia e la tecnica del nuovo millennio ciò che nell’ Ottocento non riuscì al
grande enologo francese Louis Oudart e all’illuminato produttore Camillo Benso
di Cavour.
Non sappiamo se l’altezza dei terreni oltre i 500 metri (un vero e proprio Tetto
delle Langhe), la posizione estrema e disagiata che guarda alle Alpi, i
diradamenti e la cura quotidiana della vigna, il sesto di impianto di 2m x 0.58
per 6.500 viti derivanti da cinque diversi cloni, la scelta di destinare almeno
due viti alla produzione di ogni bottiglia per un massimo di tremila bottiglie,
il carattere nobile e capriccioso di uve che sono vendemmiate soltanto nelle
annate migliori, riusciranno a dare finalmente un Pinot Noir all’altezza del
frutto di Borgogna.
Sappiamo soltanto che ci proviamo, credendo nel miracolo che forse un grande
terroir e le mani esperte che lo lavorano potranno realizzare. |