Giornalista, politico, imprenditore,
amministratore delegato di Le Stazioni di Montalcino 1865 srl, la società che dà
vita in Italia al Treno del Vino (www.winestation.it)
Torinese (1957), vive in Piemonte sino ai 18 anni, quando la politica lo porta a
Roma e a Bruxelles.
Segretario del Partito Radicale, deputato nazionale, parlamentare
europeo, protagonista del caso
Tortora e dei referendum promossi con Massimo Severo Giannini, fondatore
dell’Osservatorio Laico.
Giornalista, è inviato dell’Indipendente, vicedirettore del Tempo,
collaboratore del Foglio, autore di libri per Mondadori e Ponte alle Grazie (“Il Paese del non-fare”, “I
Senzapatria”), Consigliere del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali.
Dal 2002 conduce Serradenari, dedicandosi come imprenditore alla produzione dei
vini. “Mi piace scrivere,
viaggiare, curiosare fra storia e futuro – racconta – perciò amo il mondo del
vino almeno quanto la politica o
il giornalismo: sono grandi porti di mare, veri crocevia della vita”.
Con
Roberto Cipresso e Stefano Milioni
pubblica “Il Romanzo del Vino” (2006), edito da Piemme e con la prefazione di
Robert Parker. “Vino e storia,
vino ed eros, vino e religione, vino e musica… Il vino è un archetipo della
nostra civiltà, romanzarlo è un
affresco originale sull’umanità”.
Oggi Giovanni Negri vive fra Roma e le Langhe. Il suo sogno: “un’Italia che
entri nell’era moderna, come merita
il paese più bello del mondo”.
L’obiettivo per Serradenari:
“Costruire
con mia figlia Giulia un’azienda solida ma capace di sognare.
Cioè fare ottimo Barolo, ma tentare un Pinot nero tale da sfidare la Borgogna.
Cavour ci provo’ vicino a
Serradenari con l’enologo Oudart, a 300 metri di altezza, su vigneti a sud.
Con tutto il rispetto per il conte, anzi con il suo permesso, noi ci riproviamo
a 500 metri di
altezza, su vigneti a nord".